Tignale

[…Nel territorio storico del Comune di Tignale sono stati documentati tre insediamenti rupestri (San Giorgio in Varolo, Campione, Valle del San Michele), con sei grotte. La loro datazione oscilla, in base ai dati attualmente disponibili , tra tarda antichità ed età moderna.

Il sito più importante è senza dubbio quello di San Giorgio in Varolo, in virtù di una seconda fase monumentale con affreschi per i quali si propone una datazione entro la metà dell’XI secolo. SAN GIORGIO IN VAROLO Le fonti letterarie e le scarne ma rilevantissime notizie documentarie attestano che il complesso, costituito dalla chiesa di Sa Giorgio e dal sistema sottostante di celle, ebbe una secolare vitalità, che i risultati delle indagini archeologiche hanno confermato e consentito di estendere ulteriormente dall’Alto Medioevo all’Ottocento.

Le attestazioni documentarie intorno alla fase medioevale della chiesa di San Giorgio, posta nel territorio della pieve di Tignale, appartenente fino al 1785 alla diocesi di Trento, sono tutte indirette e incerte: non può, infatti, essere accettata acriticamente, ancorchè verosimile, l’attestazione fornita dalla presenza dell’oratorio di San Giorgio nell’elenco di beni e cappelle della bolla emanata nel 1186 a favore della pieve stessa da papa Urbano III, poiché proprio l’elenco di possessi fondiari e cappelle è forse un’interpolazione successiva.

Da una lettera del 1750, in cui il padre guardiano Ludovico Maria Guadagni ribadiva al vescovo di Trento l’esenzione di San Giorgio dalle visite pastorali, la chiesa risulta essere possesso dei frati conventuali di San Francesco a Gargnano “da cinquecento anni e più”: certamente, già nel Quattrocento il romitorio era insediamento di frati francescani, come attesta una controversia in materia questue tra i Francescani veronesi e quelli bresciani.

E’ per ora invece assai più problematica la collocazione dell’insediamento di San Giorgio nella storia del del primo francescanesimo gardesano, su cui gravano incertezze e lacune documentarie e mistificazioni leggendarie; secondo le fonti francescane, Francesco giunse sul Garda da Verona nel 1220, al ritorno dalla Terra Santa, sulla riviera Bresciana avrebbe ricevuto in dono o acquistato da Biemino da Manerba una casa e un campo per costruirvi un romitorio per i frati.

Il luogo di questo primitivo insediamento è stato riconosciuto nell’isola di Garda, ma altre fonti attestano enequivocabilmente la preesistenza e la supremazia del convento di Gargnano su quello dell’isola: di fatto il convento di Gargnano fino al 1769, anno della sua soppressione, custodiva una lettera di Bonaventura da Bagnoregio del 1266, con cui il generale dell’Ordine ribadiva il permesso accordato già da San Francesco ai frati che risiedevano in un luogo presso la riviera bresciana del lago, riconoscendo una sorte di primogenitura alla comunità.

IL SITO Il romitorio ubicato a sud del porto di Tignale, è stato pesantemente alterato, negli anni 1929-31 con la costruzione di un ponte della strada Gardesana. Sono peraltro ancora riconoscibili le strutture descritte da Silvan Cattaneo nel 1554: alcune grotte murate, allora adibite a camere, cantina, cucina, uno spazio libero tra questi ambienti e il lago, allora occupato da una corte assai comoda con un piccolo giardino di agrumi; una seconda grotta, più in alto, alla quale si accedeva con una scala di cinquanta gradini. Quattro di queste celle sono rimaste quasi intatte. Ad quota più alta si trova ciò che rimane della chiesa, corrispondente all’area presbiteriale. La maggior parte di queste strutture può essere riferita a tre periodi principali: il più antico altomedievale, il secondo attorno al Mille, il terzo tra XVII e XVIII secolo.

Della decorazione pittorica della cappella sopravvive ben poco, a causa di atti vandalici e di interventi abusi di strappo. Tratto dal libro “Insediamenti eremitici” di Gian Pietro Brogiolo.


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